Una piccola falena d’animo delicato s’invaghì una volta di una stella. Ne parlò alla madre e questa gli consigliò d’invaghirsi invece di una abat-jour.
“Le stelle non son fatte per svolazzarci dietro – gli spiegò – Le lampade, a quelle sì puoi svolazzare dietro.”
“Almeno lì approdi a qualcosa – disse il padre – Andando dietro alle stelle non approdi a niente.”
Ma la falena non diede ascolto né all’uno né all’altra. Ogni sera, al tramonto, quando la stella spuntava s’avviava in volo verso di essa e ogni mattina, all’alba, se ne tornava a casa stremata dall’immane e vana fatica.
La falena lasciò la casa paterna ma non andò a volteggiare intorno ai lampioni di strada né intorno alle lampade di casa: continuò ostinatamente i suoi tentativi di raggiungere la stella, che era lontana migliaia di anni luce. Lei credeva invece che fosse impigliata tra i rami alti di un olmo.
Provare e riprovare, puntando alla stella, notte dopo notte, gli dava un certo piacere, tanto che visse fino a tardissima età. I genitori, i fratelli e le sorelle erano invece morti tutti bruciati ancora giovanissimi dal calore di lampade e abat-jour.
(Tratta da “40 Storie nel deserto” di Bruno Ferrero)
Ringrazio Silvia per avermi portato questo bellissimo racconto |
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